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7 consigli per mantenere cuore e cervello in salute

7 consigli per mantenere cuore e cervello in salute

27 Dicembre 2017

L’intero organismo è mosso da cuore e cervello: due organi che vanno mantenuti in salute per garantire il benessere al corpo intero.

Come farlo?

Prestando attenzione alle abitudini quotidiane: ecco 7 consigli per prendersi cura di cuore e cervello e preservarli da possibili patologie.

  1. Monitorare costantemente la pressione e controllare che valori siano inferiori a 120/80 mmHg. Se non avete in casa lo strumento per misurare la pressione, recatevi in farmacia. Questo servizio è comodamente offerto in ogni punto vendita.
  2. Tenere sotto controllo il colesterolo: quello totale deve risultare inferiore ai 200 mg/dl (ovvero milligrammo per decilitro) di sangue.
  3. Controllare periodicamente il livello di glicemia nel sangue. I valori medi corretti devono essere compresi tra i 70 ed i 100 mg/dl. Chiedete comunque conferma al vostro medico di base e tenete in considerazione i valori di riferimento indicati da ogni laboratorio analisi.
  4. Svolgere regolare attività fisica senza sforzi, ma con continuità. Preferite un allenamento soft, come una camminata veloce o un po’ di nuoto, e abbiate cura di essere costanti e di eseguirlo almeno 3 volte a settimana.
  5. Seguire una dieta quanto più possibile equilibrata e varia. Moderate l’apporto di carboidrati, proteine, grassi, frutta e verdura scegliendo per ogni categoria di alimenti la giusta quantità.
  6. Cercare di perdere i chili di troppo e di alleggerire l’intero organismo evitando accumuli di grasso nei vasi sanguigni.
  7. Smettere subito di fumare e non abusare di bevande alcoliche.

Seguendo queste semplici 7 regole è possibile preservare la salute di cuore e cervello e ridurre notevolmente il rischio di esporre questi organi alle principali patologie.

Parlane con il tuo medico o con il tuo farmacista e chiedi il supporto specializzato di un esperto.

Abbigliamento dimagrante: la nuova rivoluzione cosmetica

Abbigliamento dimagrante: la nuova rivoluzione cosmetica

25 Dicembre 2017

Le avete provate tutte: creme, gel, massaggi, fanghi e cerotti.

Ma nulla: la cellulite sedimentata non vuole proprio abbandonare i vostri fianchi.

Preparatevi, perché da oggi l’adipe in eccesso potrebbe avere le ore contate.

Merito della nuova rivoluzione in campo cosmetico, già disponibile nelle migliori farmacie: l’abbigliamento dimagrante.

Di cosa si tratta? Scopriamolo insieme!

Abbigliamento dimagrante: dimagrire vestendosi

Combattere la cellulite da oggi è semplicissimo: basta infilare un paio di leggings o di calze e lasciare che facciano effetto.

Semplicità, efficacia e niente stress: questa è la promessa incredibile dell’abbigliamento dimagrante.

Come funziona?

Attraverso l’azione sinergica di 3 principi:

  • Il principio modellante: la calza cosmetica gode di una speciale compressione graduata che stimola la circolazione delle gambe e favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Le gambe a fine giornata sono leggere e riposate, naturalmente sgonfie e snelle.
  • Il principio termico: la calza a contatto con la pelle stimola la produzione di calore che penetra in profondità e favorisce lo scioglimento dei grassi, anche i più ostili.
  • Il principio cosmetico: ecco la rivoluzione! All’interno del tessuto delle calze dimagranti sono nascoste microcapsule che contengono potenti principi attivi cosmetici formulati per contrastare la pelle a buccia d’arancia. Con lo sfregamento e l’azione continua sulla cute, le capsule contenute nelle calze si rompono e i prodotti snellenti, come caffeina, alga rossa e vite rossa vengono rilasciati e attivati.

I capi di abbigliamento dimagrante sono facilissimi da usare: basta indossarli e dimenticarsene.

Ideali da indossare in casa – anche di notte – sono perfetti anche per un utilizzo quotidiano, come normali indumenti per la vita di tutti i giorni.

In un solo gesto la lotta contro la cellulite è iniziata!

Bava di lumaca: i 4 benefici di un prodotto straordinario

Bava di lumaca: i 4 benefici di un prodotto straordinario

23 Dicembre 2017

Se la sola parola vi fa storcere il naso, dovrete ricredervi: la bava di lumaca è un prodotto naturale dalle incredibili virtù.

Un ingrediente che è diventato recentemente popolare, ma che in realtà affonda le sue radici in epoca antica: già le civiltà romane conoscevano le proprietà delle secrezioni di lumaca e ne sfruttavano i benefici per cicatrizzare le ferite e per curare i problemi gastrointestinali.

Per cosa si utilizza oggi la bava di lumaca?

  1. Per combattere il raffreddore

In farmacia sono disponibili numerosi sciroppi a base di bava di lumaca, che agiscono come fluidificante naturale. Gli enzimi contenuti all’interno dell’estratto di lumaca sciolgono il muco all’interno dei bronchi e ne facilitano l’espulsione. Un toccasana per la stagione invernale, ideale per combattere tosse grassa e naso chiuso.

  1. Per ringiovanire il viso

La bava di lumaca è ricchissima di collagene, acido glicolico, elastina e vitamine A ed E. per questo motivo le creme cosmetiche a base di bava di lumaca disponibili in farmacia sono ideali per ringiovanire la pelle del viso e rendere l’epidermide incredibilmente più soda e compatta.

  1. Per eliminare l’acne

La bava di lumaca ha anche proprietà antisettiche e cicatrizzanti: queste virtù la rendono un alleato prezioso per contrastare l’acne, combattere i batteri – purificando ed esfoliando – e sfiammare la pelle irritata in modo efficace.

  1. Per rimuovere le smagliature

In farmacia sono disponibili anche creme a base di bava di lumaca per il corpo, specifiche per rassodare, tonificare, nutrire e svolgere una potente azione contro le smagliature. Un prodotto che piace alle donne, ed in particolare alle neomamme!

Detergente viso: quale fa per me?

Detergente viso: quale fa per me?

21 Dicembre 2017

La detersione è il primo gesto di bellezza per avere una pelle luminosa e libera da impurità.

Un gesto semplice che nasconde, però, numerose complessità.

La prima? La scelta del detergente: tra prodotti schiumogeni, oleosi, acquosi o in crema, il ventaglio è talmente ampio da mandarci in confusione.

Ecco un veloce guida ai detergenti viso acquistabili in farmacia, per individuare quello perfetto per ogni tipo di pelle.

  • Acqua micellare: grazie alla sua formulazione leggera e lenitiva, è indicata per purificare e addolcire ogni tipo di pelle, anche nelle zone più sensibili, come labbra e contorno occhi. Facile da applicare con un batuffolo di cotone, agisce senza risciacquo: il sistema di micelle richiama lo sporco, lo scioglie e lo rimuove in una sola passata.
  • Detergente in gel: è indicato per le pelli più grasse o sebacee, che diventano lucide facilmente. Grazie alla formulazione leggera e a base acquosa, lasciano la pelle rinfrescata e detersa nel profondo. Chi ha un’epidermide particolarmente grassa, però, deve fare attenzione a non scegliere prodotti troppo astringenti, pena un effetto opposto: la ghiandola sebacea, eccessivamente stimolata, può reagire producendo più grasso. Meglio optare, quindi, per formulazioni a pH acido.
  • Latte detergente: è suggerito a chi ha una cute particolarmente secca e irritabile. Il motivo? Il fluido non solo purifica e rimuove dal viso tracce di trucco e sporcizia, ma lascia la pelle idratata e morbida. Tra i prodotti disponibili, chi desidera una detersione efficace ma dolce, può optare per quelli a formulazione emolliente, con principi attivi cheratolitici.

Hai ancora dubbi?

Chiedi consiglio al tuo farmacista: valutando da vicino il tuo tipo di pelle potrà indicarti il prodotto più giusto per detergere a fondo, rispettando il pH della tua epidermide.

Gli italiani si curano da soli: ma in modo intelligente

Gli italiani si curano da soli: ma in modo intelligente

19 Dicembre 2017

46 milioni: sono questi gli italiani che secondo una ricerca di Censis in collaborazione con Assosalute ogni anno scelgono di auto curarsi con farmaci da banco, per risolvere i piccoli acciacchi di ogni giorno, senza pesare sul Sistema Sanitario Nazionale.

I piccoli problemi di salute, passeggeri e non preoccupanti, riguardano quasi 50 milioni di italiani, di cui 20 milioni ne soffrono periodicamente.

Tra le patologie più comuni, spicca il mal di schiena (40%), i sintomi da raffreddamento (36%), il mal di testa (26%) e il mal di stomaco (16%).

Di fronte a questi problemi, quasi 3 italiani su 4 preferiscono risolvere la patologia curandosi da soli, con farmaci da banco che non richiedono prescrizione medica.

Il motivo? Gli italiani pensano di conoscere bene il proprio corpo e di saper identificare con precisione le proprie piccole patologie, spesso ricorrenti. Per 1 italiano su 6, poi, ricorrere ai farmaci da banco è molto più veloce e rapido, senza attendere la trafila della visita con il medico di base.

Un atteggiamento che potrebbe sembrare superficiale, ma che rivela invece una grande attenzione alla salute e al benessere.

È vero che gli italiani si curano da soli, ma mai senza aver informato il medico e consultato il farmacista (lo fa il 70% dei pazienti) e sempre leggendo il foglietto illustrativo dei farmaci da banco (lo fanno più di 8 italiani su 10).

In caso di insuccesso della terapia “fai da te”, poi, quasi il 90% dei pazienti si rivolge al medico per una visita più approfondita e il 36% chiede aiuto al farmacista, per trovare insieme una cura più adatta al problema.

Prevenire il Fuoco di Sant´Antonio: in farmacia c´è il vaccino

Prevenire il Fuoco di Sant´Antonio: in farmacia c´è il vaccino

17 Dicembre 2017

Se avete contratto la varicella da bambini, potreste essere soggetti al Fuoco di Sant’Antonio da grandi.

Il virus Varicella-Zoster, infatti, anche dopo la guarigione della patologia infantile tende ad annidarsi all’interno dell’organismo e potrebbe ripresentarsi in età matura, alimentato da un calo delle difese immunitarie.

Capita, quindi, che superati i 50 anni possano comparire segni di affaticamento, mal di testa ed eritemi cutanei su collo, schiena e torace, simili a quelli della varicella, che lasciano poi spazio a dolorose croste: tutti questi sintomi possono indicare la presenza del Fuoco di Sant’Antonio, una patologia che unisce uno sfogo cutaneo ad un dolore nevralgico, anche molto intenso e persistente.

Quali cure per il Fuoco di Sant’Antonio?

Una volta riscontrata la patologia, i farmaci antivirali sono l’unica soluzione per contenere l’evoluzione del problema e portare il paziente verso la guarigione, che può richiedere anche 12 mesi. In abbinamento, spesso, i medici somministrano una terapia antidolorifica, che però non sempre si rivela efficace dato il forte dolore che il paziente può lamentare.

Come agire, quindi?

Meglio prevenire e valutare la possibilità di vaccinarsi, anche in modo gratuito per i pazienti che hanno superato i 65 anni o per i soggetti più giovani ma comunque considerati a rischio.

Il vaccino, che da diversi anni è disponibile in farmacia e che si esegue in un’unica dose per via sottocutanea, è efficace e previene il contagio di Herpes Zoster nel 70% dei casi. Anche nei pazienti vaccinati in cui la malattia dovesse manifestarsi, è stato riscontrato come questa avvenga in modo più lieve, senza eccessive complicazioni.

Non aspettare: se fai parte delle categorie a rischio o se semplicemente vuoi prevenire la comparsa di una patologia che può avere conseguenze anche gravi, chiedi consiglio al tuo medico e al tuo farmacista.
Assumere farmaci solo con acqua: altri liquidi potrebbero essere dannosi

Assumere farmaci solo con acqua: altri liquidi potrebbero essere dannosi

15 Dicembre 2017

Dovete prendere la solita compressa di metà mattina e avete a portata di mano un bicchiere di succo di frutta: decidete di assumere il farmaco così, del resto, che sarà mai?

Sbagliatissimo: per la corretta assunzione di farmaci, per il loro normale assorbimento e per la loro migliore funzionalità è fondamentale prendere i medicinali solo con acqua naturale.

Il motivo?

Alcune sostanze presenti negli alimenti e nelle bevande che ingeriamo, possono legarsi ai farmaci ed innescare strane reazioni.

È il caso del succo di pompelmo che, assunto in grandi quantità o ingerito insieme ad un medicinale, può interferire con l’assorbimento e con il metabolismo di alcuni ingredienti dei farmaci, specialmente quelli per l’ipertensione, per il cuore e per il colesterolo. Anche il succo di mirtillo e le tisane energizzanti, come quelle al ginko o al ginseng, andrebbero evitate nei pazienti che si sottopongono a terapie anticoagulanti, perché ne aumentano l’efficacia con il rischio di emorragie.

Vietatissimi, poi, gli alcolici per assumere farmaci di ogni tipo: il mix medicine-alcool è rischioso e può generare effetti collaterali anche gravi, specialmente per i pazienti che assumono terapie che agiscono sul sistema nervoso centrale.

Quando prendete un farmaco, poi, evitate di ingerirlo con del latte: il calcio contenuto in questa bevanda può limitare l’assorbimento corretto di alcuni principi attivi contenuti in numerosi antibiotici.

Insomma: ingerendo la compressa con la bevanda sbagliata possiamo rischiare di inibire l’efficacia del farmaco o di incorrere in effetti collaterali. Meglio prestare attenzione e, in caso di dubbi, chiedere consiglio al medico e al farmacista di fiducia.

Smettere di fumare con la citisina

Smettere di fumare con la citisina

13 Dicembre 2017

Se fate parte dei 7 milioni di italiani che vogliono smettere di fumare, ma non ci riescono, è tempo di valutare concretamente nuove soluzioni.

Accanto al metodo più diffuso per smettere di fumare, ossia quello di utilizzare farmaci a base di nicotina, si sta rivelando efficace e virtuoso l’utilizzo della citisina: un principio attivo antico, a base naturale, disponibile in farmacia solo sotto prescrizione medica.

Scopriamo di cosa si tratta e come funziona la citisina.

La citisina: efficace perché blocca i recettori nicotinici

I grandi nemici degli amanti delle “bionde”, sono proprio i recettori nicotinici: canali neuronali che rispondono alle sollecitazioni della nicotina contenuta nel fumo di sigaretta. Come? Scatenando inizialmente una reazione di piacere e poi rilasciando stimoli di astinenza, che spingono il fumatore ad accendere un’altra sigaretta, innescando il vizio.

La citisina inibisce questo processo: frenando i recettori nicotinici fa in modo che la sigaretta non generi sensazioni positive e che il tabagista percepisca l’assunzione di tabacco come sgradevole.

Con un po’ di costanza e di determinazione, la citisina riesce quindi a cancellare il piacere del fumo, disincentivando il vizio.

Dove trovare i farmaci a base di citisina?

La citisina è un principio attivo disponibile in farmacia come preparato galenico magistrale.

Tradotto: le farmacie che dispongono di laboratori idonei possono realizzare farmaci specifici a base di questo prodotto.

I vantaggi di rivolgersi ad una farmacia attrezzata? Quella di poter ottenere un farmaco personalizzato, con un dosaggio esclusivo in base alle necessità individuali ed una posologia ad hoc.

Vuoi saperne di più? Chiedi subito informazioni al tuo farmacista: oggi è il giorno giusto per smettere di fumare.

L’artrite reumatoide si cura con una pasticca

L’artrite reumatoide si cura con una pasticca

11 Dicembre 2017

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato l’ingresso nel mercato medico nazionale, e la sua rimborsabilità, di un nuovo farmaco in compresse in grado di curare l’artrite reumatoide, bloccando l'infiammazione e limitando i danni a livello fisico.

Merito degli effetti della molecola Baricitinib contenuta nelle pastiglie che tra qualche tempo saranno acquistabili in farmacia e a disposizione degli oltre 400 mila connazionali che soffrono di questa patologia.

I benefici di questo nuovo farmaco sono molteplici: la cura è più adeguata e molto più efficace rispetto a quelle a base di metotrexate ad oggi esistenti, gli effetti collaterali sono limitati, e la somministrazione è decisamente più semplice.

Basti pensare che fino ad ora l’artrite reumatoide è stata trattata esclusivamente con iniezioni: una modalità tutt’altro che pratica, soprattutto per questi pazienti con difficoltà motorie dovute ai danni articolari provocati proprio dallo stato di avanzamento della patologia.

Grazie alla molecola Baricitinib presente nel nuovo farmaco, invece, l'artrite reumatoide farà meno paura.

La malattia autoimmune che porta ad una progressiva disabilità con serie conseguenze sulla vita quotidiana, potrà essere controllata nei sintomi e addirittura sconfitta.

I dati raccolti in fase di sperimentazione parlano chiaro: l'assunzione quotidiana di una compressa da 4 mg ha permesso di monitorare la malattia, riducendo il dolore già nelle prime settimane di somministrazione.

Non solo: gli studi clinici sul Baricitinib condotti in pazienti affetti da artrite reumatoide, hanno riscontrato diminuzioni dal 20% al 70% rispetto alla condizione clinica di partenza.
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