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Insufficienza cardiaca, in arrivo il robot salvavita che “abbraccia” il cuore

Insufficienza cardiaca, in arrivo il robot salvavita che “abbraccia” il cuore

25 Settembre 2017

Una speranza in più per le persone che hanno subíto un infarto o sono in attesa di un trapianto di cuore arriva dagli USA: un dispositivo che avvolge letteralmente il cuore, aiutandolo a pompare il sangue.

I ricercatori di Harvard e del Boston Children's Hospital hanno infatti messo a punto un robot in grado di mimare le contrazioni del muscolo cardiaco, grazie ad un materiale speciale capace di adattarsi alla forma del cuore, aderendo dall'esterno come una guaina.

Il dispositivo, essendo situato all'esterno, non corre il rischio di provocare un rigetto da parte dell'organismo, con le infezioni e le complicanze che ne conseguono.

Per la British Heart Foundation si tratta di un passo in avanti d'importanza fondamentale per la chirurgia cardiaca, in quanto consentirà a chi è affetto da gravissime malattie cardiache di guadagnare tempo in attesa della disponibilità di un cuore per il trapianto.

Occorreranno tuttavia altre sperimentazioni, prima che il robot possa essere effettivamente impiegato come soluzione chirurgica. Al momento il dispositivo ha superato i primi test ed è stato sperimentato con successo nei maiali, che hanno organi simili a quelli dell'uomo.

Molte associazioni di cardiologi si sono già espresse a favore di questo robot salvavita, che suscita grandi speranze e aspettative nella lotta contro l'insufficienza cardiaca.

Fonte:

http://stm.sciencemag.org/content/9/373/eaaf3925

Il raffreddore, questo sconosciuto: ecco 7 curiosità che forse ignoravi

Il raffreddore, questo sconosciuto: ecco 7 curiosità che forse ignoravi

24 Settembre 2017

Raffreddore comune è il nome con cui tutti conoscono la rinofaringite acuta infettiva virale che colpisce le prime vie respiratorie e i cui sintomi sono notoriamente: starnuti, congestione nasale, produzione di muco, catarro, mal di gola, tosse e mal di testa.

Siamo convinti di saperne tutto, ma in realtà non è così. Vediamo insieme qualche interessante informazione sul raffreddore:

  • E’ stato calcolato che gli adulti prendono in media da due a quattro raffreddori in un anno, mentre i bambini si raffreddano circa 6-8 volte all’anno. Nell’arco di una vita, si accumulano circa 5 anni passati con il naso colante!
  • Esistono oltre 200 varietà di virus che provocano il raffreddore: appartengono a cinque diverse famiglie e la più comune è quella dei Rhinovirus, che conta 115 sierotipi. Al rinovirus si deve circa il 30-40% delle infezioni.
  • Sebbene il nome stesso lasci pensare che la causa del raffreddore sia appunto il freddo, non esistono prove scientifiche che convalidino questa credenza. Uno studio degli anni Cinquanta sottopose un gruppo di volontari, nudi e bagnati, ad un’attesa di un’ora e mezza in un corridoio attraversato da correnti, mentre un altro gruppo se ne stava al caldo; al primo gruppo furono poi fatte indossare calze umide per diverse ore. In seguito a tutti venne iniettato un virus del raffreddore: sorprendentemente, in entrambi i gruppi si manifestò la stessa percentuale di ammalati.
  • I primi tre giorni di raffreddore sono i più contagiosi, in questo periodo infatti la concentrazione del virus è altissima.
  • E’ stato dimostrato che i virus del raffreddore possono sopravvivere per oltre tre ore sulle superfici non porose, mentre questo non accade quando entrano a contatto con i fazzolettini di carta.
  • Contrariamente a quanto si crede, i sintomi del raffreddore non si manifestano a causa di un sistema immunitario debole, anzi, rappresentano proprio la risposta immunitaria del nostro organismo all’infezione: le infiammazioni sono infatti determinate dalle sostanze chimiche che il corpo produce per reagire all’attacco del virus.
  • Il principale veicolo di trasmissione del raffreddore sono le mani: basta toccare una superficie esposta al virus per correre il rischio di infettarsi. Per questo, gli esperti raccomandano sempre di evitare di toccarsi naso, occhi e bocca e di lavare le mani spesso e bene.

Il raffreddore: gli antibiotici fanno guarire, più velocemente?

Il raffreddore: gli antibiotici fanno guarire, più velocemente?

23 Settembre 2017

La bella stagione estiva, sta per volgere al termine e l'autunno, invece è sempre più avvicino. Il cambio di stagione, i sbalzi climatici, spesso possono trovare il nostro organismo impreparato a queste variazioni e la possibilità, di prendersi un bel raffreddore è molto facile.

Il raffreddore, più precisamente viene definito con il termine di rinite. E' molto frequente ed è provocato dai virus, che danno origine a una fastidiosa un'infiammazione, che colpisce la muscosa nasale e quella faringea.

In caso di raffreddore, se si prendono gli antibiotici si guarisce prima? La risposta è assolutamente no. Il motivo è molto semplice, perché gli antibiotici sono una specifica categoria di farmaci, che contrastano le infezioni e impediscono lo sviluppo dei batteri. Questi "medicinali, non intervengono sui virus del raffreddore. Nella presenza di questo disturbo è bene, intervenire con i farmaci indicati nel tenere sotto controllo i sintomi del raffreddore come il mal di gola, il naso chiuso o che "gocciola" e la tosse.

Nel corso iniziale dell'infezione, si possono assumere gli antinfiammatori non steroidei come l'acido acetilsalicilico, che agiscono attenuando l'infiammazione e calmano la maggior parte dei sintomi. A questo tipo di antinfiammatori, si possono abbinare i prodotti mirati nel calmare la tosse e i decongestionanti per uso nasale.

Quando il sintomo persiste è meglio, consultare il proprio medico. Per consigli e prodotti mirati per trattare il raffreddore, il nostro personale farmaceutico è disponibile per accogliere ogni vostra domanda e dubbio, sull'argomento appena trattato.

Calo improvviso della pressione: che cosa significa?

Calo improvviso della pressione: che cosa significa?

22 Settembre 2017

Gli episodi di un abbassamento improvviso della pressione (ipotensione arteriosa), generalmente non sono un pericolo, soprattutto se si presentano raramente e durano per pochi istanti.

Un calo improvviso della pressione può causare una momentanea insufficienza di sangue, con conseguente rifornimento non equo di ossigeno. Come accennato nelle righe precedenti, se il malessere si presenta in modo passeggero, non bisogna allarmarsi. Dobbiamo evidenziare, che la più preoccupante è la pressione alta e quando il suo aumento è eccessivo, può danneggiare i vasi sanguigni e il cuore.

Che cosa succede quando la pressione si abbassa? Il primo a riscontrare il calo di pressione è il cervello, perché la mancanza di ossigeno provoca la fastidiosa sensazione di "testa instabile". Questa situazione è spesso accompagnata da capogiri, vertigini, annebbiamento della vista, intensa sudorazione, pallore e nausea.

Le cause che provocano un abbassamento della pressione sono la gettata cardiaca, la vasodilatazione e l'ipovolemia. Con il termine gettata cardiaca, si indica che in ogni battito cardiaco c'è una diminuzione di quantità di sangue pompata dal cuore. Per vasodilatazione si intende un cambiamento delle resistenze vascolari periferiche, mentre l'ipovolemia rappresenta una contrazione del sangue in circolo.

Il ricorrere ai farmaci è indispensabile, solo se il sintomo diventa frequente o nel caso in cui, si manifestano condizioni particolari di salute, ma deve essere valutato dal medico.

Per ogni tipo di chiarimento o consiglio, non esitate a rivolgere le vostre domande ai nostri farmacisti o parlarne con il vostro medico.

Le emorroidi: cosa fare per calmare il fastidio

Le emorroidi: cosa fare per calmare il fastidio

21 Settembre 2017

Le emorroidi sono un problema abbastanza diffuso, che rappresenta una dilatazione (ectasie), con il conseguente ingrossamento delle vene del retto anale e più precisamente, si parla del plesso emorroidario. Questa infiammazione è simile alle vene varicose e il disturbo, si riconosce e si distingue in emorroidi interne ed esterne.

Come comportarsi, in presenza di emorroidi? Cerchiamo di fare, un pò di chiarezza. Molte persone pensano, che immergere la parte in acqua fredda o ancora peggio, applicare del ghiaccio sia una buona soluzione al disturbo. Attenzione, perché questa idea è completamente sbagliata, in quanto il freddo aumenta lo spasmo della muscolatura anale e la condizione delle emorroidi, potrebbe subire dei peggioramenti.

La prima importante accortezza da adottare è quella, di detergere la zona anale con acqua tiepida e utilizzare un sapone acido, per contrastare il rischio di infezioni e agevolare la guarigione. Quando la condizione del disturbo non è complicata, si può intervenire applicando pomate o supposte per uso locale. I farmaci, più indicati sono quelli che contengono sostanze anestetiche, per riscontrare un sollievo quasi immediato, oppure prodotti sempre in pomata a base di cortisone, che riducono l'infiammazione.

Tuttavia, per ridurre il problema è bene, scegliere un tipo di alimentazione con un alto contenuto di fibre e acqua, in modo da rendere meno difficoltosa e dolorosa l'evacuazione delle feci. Inoltre, cercate di evitare gli sforzi fisici e prestate attenzione a non sollevare oggetti pesanti, perché l'aumento della pressione sanguigna, può influire negativamente sui vasi della zona anale.

Nel caso, in cui il problema, non migliori è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia. Per domande, dubbi e prodotti mirati a risolvere il fastidio, non esitate a rivolgervi ai nostri farmacisti.

Gli antistaminici fanno venire sonno?

Gli antistaminici fanno venire sonno?

20 Settembre 2017

Gli antistaminici sono dei farmaci, che vengono utilizzati dalle persone che soffrono di allergie e servono, per controllare il rilascio di istamina (sostanza responsabile delle reazioni allergiche) da parte dell'organismo. Molte persone nutrono il forte dubbio, che questi farmaci specifici, per contrastare le allergie possono provacare un senso di sonnelenza. Ma questo è vero o ci troviamo davanti ad una bugia? Cerchiamo di capire, perché i farmaci antistaminici e i loro effetti non sono tutti uguali.

Gli antistaminici, che fanno parte della prima generazione come la difenidramina e la clorfeniramina, non agiscono in modo specifico e bloccano anche altri recettori, che interferiscono sul sistema nervoso, che di conseguenza aumentando il senso di sonnolenza e la calma.

Gli antistaminici, che fanno parte della seconda generazione come la loratidina, la cetirizina e la fexofenadina sono dei farmaci, più specifici per trattare le allergie e quindi agiscono direttamente sul disturbo. In questo modo arrivano, con maggior difficoltà al sistema nervoso e di conseguenza il senso di sonnolenza, che si può avvertire è molto contenuto e limitato.

Per qualsiasi domanda o incertezza, sui farmaci antistaminici, il personale della nostra farmacia, sarà a vostra completa disposizione.

La rinite allergica, un´infiammazione della mucosa nasale

La rinite allergica, un´infiammazione della mucosa nasale

19 Settembre 2017

La rinite o congestione nasale è un'infiammazione o un'irritazione, della mucosa nasale e può essere cronica o in forma acuta. I sintomi, più comuni sono il naso chiuso o viceversa che cola con frequenza, il prurito nasale, la lacrimazione degli occhi abbondante, gli starnuti numerosi, il fastidioso mal di testa e in casi più gravi, la respirazione può essere difficoltosa.

La rinite allergica è spesso causata, da una reazione del sistema immunitario ad alcune sostanze presenti nell'ambiente e nell'aria e possono essere il polline, la polvere, la muffa, gli alberi, l'erba e gli acari. Inoltre, in alcuni casi può anche essere provocata se si sta a contatto con gli animali (pelo o forfora). E' importante sapere, che oltre la rinite allergica, esiste quella virale acuta, quella cronica, quella atrofica e quella vasomotoria e ogni situazione, deve essere valutata e confermata da uno specialista, tramite appositi accertamenti medici.

Purtroppo molto spesso evitare la sostanza o le sostanze, che provocano l'allergia è quasi impossibile, quindi per accertare le cause e attenuare il "malessere" è necessario consultarvi con il vostro medico, in modo da eseguire dei controlli specifici o esporci il vostro caso a cui saremo felici di dare un consiglio mirato.

Il colon irritabile e i suoi tanti sintomi

Il colon irritabile e i suoi tanti sintomi

18 Settembre 2017

Il colon irritabile è un problema molto diffuso e spesso le cause, che provocano questo "malessere" possono essere poco chiare e potrebbero, essere legate alla carenza delle vitamina D. Questo disturbo indica, un cattivo funzionamento dell'intestino, che di conseguenza nei diversi pazienti, causa diversi sintomi.

I sintomi, spesso si alternano da forti periodi di stipsi ad attacchi improvvisi di diarrea, mal di panica, fastidiosi crampi, senso di gonfiore e si avverte un malessere generico. Le cause, che rendono il colon irritabile sono con frequenza legati ai fattori genetici, allo stress, ad un'alimentazione scorretta e poco sana, infezione all'intestino e ai cambiamenti ormonali.

Dovete, però, assolutamente sapere, che studi effettuati di recente, hanno evidenziato che nella maggior parte dei pazienti che soffrivano di questa "patologia" era presente una forte carenza di vitamina D. Questa carenza era stata già riscontrata dagli esperti, in precedenza nei pazienti, che avevano infezioni e problemi all'intestino. La buona presenza della vitamina D nel nostro organismo, inoltre svolge un'azione protettiva contro la depressione e rende migliore la qualità della vita.

Alla luce di quanto detto, se soffrite della sindrome del colon irritabile, potete approfondire questo discorso con il vostro medico di fiducia o con noi. In entrambi i casi, otterrete un valido supporto e risposte dettagliate al vostro problema.

Indigestione: che cosa fare?

Indigestione: che cosa fare?

17 Settembre 2017

L'indigestione, purtroppo è un problema che produce una serie di fastidiosi segnali di malessere e in base alla situazione, possono diventare difficili da sopportare. Questo disturbo è molto frequente e la sua "spiacevole" comparsa è spesso associata alle cattive abitudini alimentari, al consumo eccessivo di alcolici, al caffè, alle bevande gassate e al fumo della sigaretta. Anche lo stress è uno dei maggiori responsabile, che incide nell'accentuare il disagio.

La prima regola importante è quella di abituarsi, nel masticare i pasti lentamente e non velocemente e limitare, il consumo di alimenti grassi. In più, è fondamentale ridurre gli alcolici e il caffè evitando, il consumo in "quantità industriali". I sintomi più frequenti dell'indigestione e, che si ripetono con estrema facilità sono la pesantezza, il gonfiore addominale, il bruciore allo stomaco, il dolore e la risalita del contenuto acido. Nelle situazioni, più complicate si possono riscontrare il senso di nausea e vomito, l'aumento della sudorazione e della salivazione.

Per attenuare il fastidio, si possono assumere i farmaci antiacido a base di calcio o magnesio carbonato, che agiscono bloccando l'eccesso di acidi gastrici e attenuano il dolore e il bruciore allo stomaco. Quando il problema legato all'indigestione, prende il sopravvento e si presenta ripetutamente, esistono dei farmaci specifici.Tuttavia per questo motivo, è bene rivolgersi al proprio medico, per effettuare degli approfondimenti mirati, in modo da capire la natura del disturbo.

Per un approfondimento più completo su questo argomento, potete rivolgere tutte le vostre domande ai nostri farmacisti.

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