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Un rimedio naturale per trattare i capelli secchi e sfibrati

Un rimedio naturale per trattare i capelli secchi e sfibrati

07 Luglio 2017

I nostri capelli hanno molti nemici, che in modo inevitabile interferiscono sulla loro naturale bellezza. Infatti, come ben sappiamo, durante la stagione estiva sono più soggetti a diventare secchi e tendono a sfibrarsi con molta facilità, perché il sole, il mare e la salsedine, purtroppo incidono evidenziando questo problema. I capelli eccessivamente secchi e sfibrati, diventano fragili e questo provoca la formazione delle doppie punte, l'effetto crespo e ogni singolo capello tende a spezzarsi. In questa nuova guida, vi proponiamo un trattamento naturale per nutrire la vostra chioma dalle punte alla radice.

Maschera nutriente per capelli secchi e sfibrati allo yogurt

Vi occorrono:

125 ml di yogurt bianco naturale
3 cucchiai di olio extra vergine
3 cucchiai di miele
1/2 succo di un limone spremuto

Avete bisogno di una ciotola, dove metterci la quantità di ogni ingrediente indicato, mescolate con cura con un mestolo da cucina, fino ad ottenete un composto ben amalgamato. La vostra maschera è pronta, posizionate un asciugamano intorno alle spalle, pettinate la vostra chioma e
applicate la crema sui capelli asciutti (cute, punte e lunghezze). Lasciate in posa per 30 minuti e poi, sciacquate abbondantemente con acqua tiepida, procedendo alla normale detersione, ripetendo almeno 1 volta a settimana questo trattamento nutriente.

I vostri capelli saranno morbidi, setosi e nutriti in profondità. Se la vostra chioma è intrattabile, ora sapete come trattarla, prendetevi cura di "lei".

Le regole giuste, per avere un´abbronzatura perfetta

Le regole giuste, per avere un´abbronzatura perfetta

05 Luglio 2017

Durante la stagione estiva, nella maggior parte delle persone, cresce il desiderio di voler sfoggiare un'abbronzatura perfetta. Ma spesso questa gran voglia, porta a commettere con estrema facilità, solo errori.

Come ben sapete, per esporsi in modo corretto ai raggi solari, bisogna prestare attenzione a delle piccole accortezze, che permettono di preparare la pelle all'esposizione solare e che aiutano ad avere un'abbronzatura intensa, dorata, evitando scottature e spellature.

Ci sono alcune regole importanti e se decidete di seguirle, otterrete un'abbronzatura perfetta e senza danni.

Regola numero 1: prima di ogni esposizione solare, la pelle del viso e del corpo deve essere pulita. Il trattamento indicato è lo scrub, che permette di eliminare tutte le cellule morte che si depositano nell'epidermide. In questo modo, il risultato sarà un'abbronzatura omogenea e senza fastidiose spellature.

Regola numero 2: curare l'alimentazione è fondamentale, perché se consumate con regolarità frutta e verdura e in particolar modo, alimenti ricchi di Beta-Carotene, la vostra pelle oltre, ad avere una buona idratazione, sarà preparata in modo sano all'esposizione al sole.

Regola numero 3: ricordate di proteggere la vostra pelle, con prodotti che siano di qualità e non aggressivi e che, soprattutto siano specifici, per soddisfare le vostre esigenze.

Il sole è vostro amico, fatevi baciare, ma in modo corretto e sano.

Arterite da cannabis, quando fumare gli spinelli può portare a perdere una gamba

Arterite da cannabis, quando fumare gli spinelli può portare a perdere una gamba

04 Luglio 2017

E’ molto raro, ma può succedere: l’uso della cannabis e dei suoi derivati, hashish e marijuana, può determinare una necrosi periferica degli arti inferiori, una patologia chiamata appunto arterite da cannabis.

E’ quanto successo lo scorso anno in Australia, precisamente a Melbourne, dove per la prima volta nel Paese si è registrato un caso di questa rarissima patologia.

L’uomo cui è stata diagnosticata l’arterite da cannabis, non sospettava certo di rischiare di vedersi amputare un arto, quando si è recato al Frankston Hospital di Melbourne per un’ulcera sul dito del piede.

I medici si sono accorti che il motivo per cui l’ulcera non riusciva a guarire era la formazione di placche intorno alle arterie, causate appunto dall’arterite da cannabis.

Il pazientefumava fino a un grammo di cannabis al giorno.

Dopo aver subito un’angioplastica che ha scongiurato il pericolo di un’amputazione, dovrà assumere aspirina per il resto della propria vita, al fine di fluidificare il sangue e limitare il rischio di future complicazioni.

L’arterite da cannabis, che colpisce generalmente gli adulti con meno di 50 anni, è dovuta probabilmente agli effetti di vaso-costrizione del principio attivo o a sostanze contaminanti come ad esempio l’arsenico.

Aumentare il metabolismo in estate? C´è il caffè verde!

Aumentare il metabolismo in estate? C´è il caffè verde!

03 Luglio 2017

Negli ultimi anni è stato riscoperto il benefico effetto del caffè verde: questo, è semplicemente comune caffè non tostato e viene utilizzato spesso come integratore alimentari da chi vuole perdere peso.

Perchè? Il caffè verde contiene principi attivi che stimolano il metabolismo dei grassi limitando l’assorbimento degli zuccheri. Ha un contenuto di caffeina minore e a differenza del suo fratello tostato, è a rilascio graduale. In pratica, con una tazzina di caffè nero la caffeina agisce entro mezz’ora, invece, con il caffè verde, la caffeina rimane nel sangue di più, con un effetto tonico prolungato.Il potere dimagrante per cui è famoso è dato dalla capacità di ridurre la formazione di glucosio a partire dal livello epatico.

Nel 2012 anche l'Università di Cranston in Pennysilvania ha analizzato le sue proprietà e ha concluso che sono sostanzialmente legate alla caffeina che stimola il metabolismo e all’attivazione di adrenalina e noradrenalina che sono in grado di “sciogliere” le cellule adipose limitano l’assorbimento dei grassi.

Generalmente l’assunzione è consigliata al mattino o nel primo arco della giornata. Il suo potere anti-fame è più sfruttabile se assunto prima dei pasti. E' comunque sconsigliato a donne incinte o che allattano e ovviamente ai bambini. Deve evitarlo chi soffre di tachicardia o disturbi del sonno.

Attenti al tatuaggio all’henné, rischio bruciore e allergia: ecco come riconoscere quello innocuo

Attenti al tatuaggio all’henné, rischio bruciore e allergia: ecco come riconoscere quello innocuo

02 Luglio 2017

Il tattoo all’henné è un tipo di tatuaggio non permanente che si ottiene applicando sulla pelle un composto ottenuto dalla polvere di foglie e rami di una pianta chiamata Henna.

Praticati per secoli a fini estetici ma anche religiosi, il tatuaggio all’henné, anche noto come mehndi, è oggi molto di moda, soprattutto d’estate, quando è facile incontrare tatuatori indiani o pakistani che si propongono per applicare le delicate decorazioni da sfoggiare in spiaggia.

Finora l’henné è sempre stato considerato un prodotto innocuo, ma ultimamente al composto naturale si sono aggiunte delle sostanze chimiche che potrebbero procurare allergie, prurito o bruciore.

Sulla rivista Bmj Case Reports è stato riportato il caso di un ragazzino di 10 anni colpito da uno sfogo cutaneo intorno al tatuaggio all’henné che aveva fatto durante un viaggio in Spagna. L’infezione, riconosciuta come cellulite infettiva, si manifestava con prurito e formazione di bolle sulla pelle, guarita poi dopo una settimana grazie alla terapia a base di antibiotici e cortisone.

"L'henné che si usa per i tatuaggi”, hanno spiegato i medici dell’Università di Sheffield, “è una combinazione di un pigmento naturale e di una sostanza chimica chiamata parafenilendiammina, ed è quest'ultima, usata per rendere l'inchiostro più scuro e per farlo asciugare prima, che causa reazioni allergiche. Questa sostanza è proibita nei prodotti per la pelle, ed è ammessa solo nelle tinture per capelli fino a un massimo del 6%, mentre negli inchiostri è presente anche in proporzione del 30%".

Per riconoscere l’henné innocuo da quello contenente sostanze potenzialmente nocive, basta osservarne il colore e fare attenzione all’odore: il composto naturale è verdastro, lascia un segno color marrone scuro e ha un odore naturale, mentre quello trattato è nero e ha un odore chimico facilmente riconoscibile.

Esami di maturità, diete diverse contro lo stress per i 4 biotipi di studenti

Esami di maturità, diete diverse contro lo stress per i 4 biotipi di studenti

01 Luglio 2017

Non tutti affrontano gli esami di maturità alla stessa maniera: c’è chi avverte la stanchezza di un intero anno passato a studiare e chi riparte con grinta per lo sprint finale, chi si lascia prendere dallo stress e chi combatte con l’ansia.

L’autrice del volume “Allenati, mangia e sorridi”, la dottoressa Serena Missori, specialista in endocrinologia, diabetologia e nutrizione, ha ideato per AdnKronos Salute la dieta più adatta per i 4 principali biotipi di studenti.

Il Cerebrale: “iperattivo e talvolta inconcludente, tendenzialmente ansioso, con sonno disturbato, emotivo, colite da stress, mani fredde e sudate solo al pensiero di affrontare l'esame, affamato di zuccheri e sempre più magro”.

Per lui l’esperta consiglia una colazione abbondante e nutriente. Da evitare tè e caffè, meglio tisane rilassanti. Sì a frequenti spuntini a base di frutta e verdura; da limitare invece il consumo di fibre, che possono aggravare la colite.

Per pranzo cereali integrali o legumi decorticati, proteine magre (uova, carne o pesce) e ancora verdura. Consigliata l’assunzione di magnesio e vitamina B per la concentrazione, mentre è assolutamente vietato studiare di notte.

Il Bilioso: “controlla in modo efficiente l'emotività, sopporta abbastanza bene le tensioni, vuole eccellere senza stressarsi mantenendo anche una buona forma fisica”.

Per questo biotipo van bene una colazione sia dolce sia salata, tè verde da bere più volte nell'arco della giornata, spuntini ogni 3-4 ore a base di cioccolata fondente, frutta fresca e secca. Per pranzo e cena verdura, cereali integrali senza eccedere e proteine magre. Meglio andare a letto presto e favorire il sonno con la teanina.

Il Sanguigno: “è il biotipo meno agitato in previsione della maturità e cerca di fare meno fatica possibile per raggiungere un risultato accettabile se è tendenzialmente robusto. Necessita di essere invogliato a studiare essendo tendenzialmente svogliato”.

Per lui tè verde più volte al giorno per attivare il metabolismo, ma anche ginseng e vitamine del gruppo B.

Il Linfatico: "è pletorico, pigro, rallentato, con sonnolenza e per niente allarmato dagli esami e spera di superarli positivamente, con un rassegnato ottimismo in caso di fallimento”.

Per questo biotipo la specialista consiglia stimolanti del sistema nervoso e del metabolismo come il tè verde, il caffè verde in tisana, il guaranà da bere più volte nella giornata. Occorre inoltre ridurre il consumo di zuccheri semplici e prediligere invece le proteine magre e la verdura per neutralizzare sonnolenza e pigrizia.

Alimenti e occhi in salute in estate

Alimenti e occhi in salute in estate

30 Giugno 2017

La bella stagione è sicuramente il momento dell'anno che tutti aspettano ma bisogna ricordarsi di proteggere dal sole non solo la nostra pelle ma anche i nostri occhi.

Un modo valido per difendere gli occhi dai raggi UV, oltre alla buona abitudine di portare degli occhiali da sole, è quello di non escludere l’alimentazione nei fattori di prevenzione: arricchendola ad esempio, per qualche tempo, con integratori di vitamina C e oligoelementi come rame e zinco.

Potrete trovare la Vitamina C in alcuni frutti freschi come agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie; verdure fresche come lattuga, radicchi, spinaci, broccoletti, broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni ed infine tuberi come le patate soprattutto se novelle.

Il rame invece è presente in fegato, molluschi, cioccolato e noci ed è importante non solo per la vista ma per la mineralizzazione dello scheletro e per la formazione di nuovi globuli rossi e di tessuto connettivo.

Lo zinco, infine, è contenuto in pesce, carne rossa, cereali, legumi e frutta secca. Ricordiamo che una carenza di questo elemento può caratterizzare alterazioni cutanee, diarrea, perdita dei capelli, disturbi mentali e infezioni ricorrenti.

Difendiamo la pelle anche con l´alimentazione

Difendiamo la pelle anche con l´alimentazione

29 Giugno 2017

La regola principale quando si decide di dedicarsi alla tintarella è in sempre quella di adottare le dovute precauzioni per non incorrere nelle fastidiose, e pericolose, scottature. Queste insieme agli eritemi possono portare danni alla pelle fino ad alterazioni precancerose; non solo, possono anche far comparire prima del tempo rughe e segni d'invecchiamento cutaneo.

L'uso di creme protettive è fondamentale ma, l'alimentazione ha sicuramente un suo ruolo specifico. Esistono una serie di cibi che non dovrebbero mancare sulle nostre tavole durante l'estate, ad esempio:

1. Pomodori: contengono una buona quantità di licopene, fondamentale per la prevenzione delle scottature.

2. Cacao: ricco di flavonoidi diminuisce la probabilità di arrossarsi della pelle mantenendola idratata.

3. Curcuma: ha il potere di trasformare i radicali liberi in sostanze innocue per il nostro organismo. Rallenta quindi l'invecchiamento cellulare.

4. More: sono ricche di pigmenti chiamati antociani, che forniscono protezione sul nucleo della cellula.

5. Albicocche: hanno un carico eccezionale di minerali e vitamine A e C, carotenoidi e flavonoidi.

6. Carote: famose da sempre per l'elevato contentuto di carotenoidi, potenziano la melanina.

Bisogna aspettare 3 ore per fare il bagno dopo mangiato?

Bisogna aspettare 3 ore per fare il bagno dopo mangiato?

28 Giugno 2017

La saggezza popolare di casa nostra suggerisce di aspettare tre ore dopo l’ultimo pasto. Il rischio paventato da sempre è la congestione, ossia il blocco della digestione dovuto allo sbalzo termico tra la temperatura corporea e quella dell’acqua di mare. Congestione che, va sottolineato, non è un'esclusiva del tuffo in mare: analoghi rischi ci sono anche per avere consumato una bibita molto fredda o nel passaggio da un ambiente caldo a uno con aria condizionata alta.

Curiosamente, la regola delle tre ore è più una preoccupazione nostrana che di altri Paesi, dove magari si suggerisce di aspettare un’ora.

Di fatto, i dati scientifici sulla connessione tra i pasti prima del bagno e il rischio annegamento sono pochi, tanto che la International Life Saving Federation definisce infondata la raccomandazione di evitare il bagno dopo i pasti.

Buon senso. Anche se i rischi di annegamento vero e proprio vengono da ben altri motivi, e il buon senso (quanto si è mangiato, quanto è fredda l’acqua) è il più utile metro per regolarsi, c’è però da dire che le canoniche tre ore di attesa tra il pasto e il bagno non sono una regola di prudenza campata in aria.

Tempi di digestione. Consideriamo i tempi medi di permanenza dei cibi nello stomaco: un succo di frutta ci mette al massimo venti minuti per passare all’intestino, la frutta impiega circa mezz’ora (20 minuti l’anguria, 40 le mele), la verdura cruda 30-40 minuti, quella cotta 45-50, le patate 60.

I carboidrati vengono generalmente digeriti nel giro di un’ora. Anche al latte scremato e ai formaggi freschi basta un’ora circa, mentre per i formaggi stagionati ce ne possono volere anche 4 o 5.

Se il pasto consumato è a base di pesce, un’ora è più che sufficiente per la digestione, mentre per una bistecca di manzo ne servono 3 o 4, e fino a 5 per il maiale.

Fonte: focus.it

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